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fuoritema-fuoriposto

- Velenoso come un Vaccino -


Diario


1 ottobre 2008

- Prove Tecniche di Trasmissione -

La cosa peggiore non è il silenzio. La cosa peggiore è la menzogna.

Li guardate i Telegiornali? Poi uscite di casa? La guardate la vita reale? Cos'è che non Quadra? Chi ha mentito? Il mezzobusto in coordinato firmato o il droghiere in camice exbianco?

Alitalia, la Giustizia, il Fascismo, la Rai...
CAZZO STANNO?? NON C'E' UNO SCAFFALE CON STA ROBA... DOVE CAZZO GUARDO??? BANCO FRIGO??? SALUMI??? LATTICINI???
EPPURE DEVONO TROVARSI QUI QUESTE COSE CHE DICONO AI TELEGIORNALI, CAZZO, AI TG DEVONO PARLARE DEI MIEI PROBLEMI, DEI MIEI PROPBLEMI PIU' IMPORTANTI, E IO C'HO IL CAZZO DI PROBLEMA DI FARE LA SPESA!!!
SCUSA, DOVE STA L'ALITALIA? NEI SURGELATI O NEI VAFFANCULO???




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21 maggio 2008

- Biutiful Cauntri -

E' in queste occasioni che odio non essere armato.

Biutiful Cauntri

Casa Nostra, Cosa Vostra.

Un mondo di Immondizia.

Rifiuti Tossico Nocivi.

Veleni.

Malati.

Tombe.


E' in queste occasioni che odio non essere armato fino ai denti,
pechè pronto a sparare lo sono eccome.

Cerco complici,
non siate timidi.




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2 maggio 2008

- Velenoso come un Vaccino -

Le V ridondanti sono moda e monito, Vittoria e Vendetta, Veleno e Vaccino. E servono punture per iniettarci il vaccino al veleno. Tutto nella stessa siringa, miscelato bene, ottimi risultati, ottimi risultanti, ottimi, colore giusto, odore a dovere, sapore riuscito, oblio garantito.

Fuoritema Fuoriposto evolve.





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2 luglio 2007

- Affari di Famiglia -

Ormai su kilombo sono solo sporchi affari di famiglia. Pseudo politicanti, frustratamente messi all'angolo a mangiarsi le unghie, assaggiano la platea per la sporcizia di poche decine di quelli che, senza alcun pudore, chiamano voti, e passano dal rigonfiamento egoico alla boria più assoluta. Il potere che vi arrogate, stupidi che non siete altro, vi da solo alla testa. Testa per altro vuota, visto che fate sempre le stesse identiche cose. Non c'è un barlume di intelligenza, un minimo di onesta, una briciola di umiltà dopo che vi siete messi il distintivo da sceriffi. Ma nel vostro vocabolario bignami queste devono essere catalogate come parolacce. Giocate con un giocattolo che non è vostro, e se si rompe non ve ne frega un cazzo, ve ne lavate le mani e ve ne tornate dal buco dove siete venuti più lividi e incapaci di prima.
Redattori.
Dilettanti che alla prima password che non si sono masturbati da soli si sentono i padroni. Certo, dovrei fare dei distinguo, ma dalle mie parti si dice sempre che i buoni si scartano da soli, e a chi gli brucia il culo si faccia avanti, vediamo quante ragioni sapete mettere in fila. Vediamo quante parole sapete scrivere, vediamo se quella specie di piedistallo che vi siete costruiti nel livore di una vita e dal quale non scendete più vi dia non solo l'autorità autoreferenziata, ma anche qualche pur minima capacità.
Io vi do un consiglio, andatevene al mare, fatevi un bagno, compratevi un giornale e, come avete sempre fatto, lamentatevi di tutto con il vicino di ombrellone. Siate un italiano medio, prototipo da marketing e da analisi di mercato, mangiatevi le unghie, rodetevi il fegato, ma non rompete più i coglioni.




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7 giugno 2007

- L'Io e l'Es -

Ho letto molto attentamente questo che è ormai agli onori della storia il post dello scandalo. Letto e commentato, ma forse troppo vecchio per averne risposta, allora ne faccio discussione. Il tempo è passato, magari adesso si può anche fare riflessione. Quel post, di Dacia Valent, l'ho trovato molto bello ed accorato, sentito, forte, interiormente intenso e pieno di ottimi spunti. Ma non di natura politica. E' una questione psicoanalitica. Di politica non c'è molto, tutti temi di natura strettamente umana, con piena coscienza di essere un dirompente pianto, con pugni, calci, odio e amore, e molta, molta, molta frustrazione.
Di violenza si parla, di violenza subita, di violenza politica. Una violenza programmata e agita, una violenza sistematica, dottrina che si manifesta con l'odio e si alimenta di odio., una violenza che tocca nel profondo e fa danni irreparabili, una violenza che uccide e lascia vuoti incolmabili.
Una violenza di rappresaglia.
L'odio contrapposto agli uomini e con l'unico intento è uccidere.
Ma la violenza in politica è altra cosa. Azione nata dalla disperazione, tentativo ultimo di non essere più oppressi, la violenza in politica ne rappresenta il suo ultimo atto, dopo c'è la fine. Chi ne fa uso lo fa, o dovrebbe farlo, in coscienza di fare del male, di arrecare danno, di distruggere, di uccidere innocenti per colpire un sistema, visto che il sistema non ha né carne né sangue. Non sono queste giustificazioni per chi fa uso di violenza a scopo politico, non è questa una "apologia", ne è solo un'analisi, per descrivere quanta violenza fine a se stessa ha maschere di "sacrificio", di quanta violenza nata dall'odio e dalla frustrazione è agita solo per vendetta. La violenza in politica non ha, o non dovrebbe avere, nemici in carne ed ossa, ma solo simboli che colpisce attraverso i loro portatori, ma sempre con la coscienza di fare del male gratuitamente a cose o a persone che non lo meritano.
La violenza politica ha un solo movente, la Liberazione da una Stato di Schiavitù.
Poi c'è l'odio, quello vero, agito, enorme e frustrato, che con la politica non centra nulla, ma si maschera di intellettualismo per poter agire, per tentare di contenere la frustrazione. E di questi ne vediamo tanti. Troppi. Tutti. A tal punto di confondere la violenza con la politica. A tal punto di accomunare un nostro personale odio, un nostro intimo risentimento, il nostro desiderio di vendetta con le ribellioni delle masse popolari, degli schiavi neri, dei minatori a vita, dei perseguitati, dei poveri da un dollaro al mese. Ma se non sei mai stato un coltivatore di cotone in catene, se non sei mai stato un minatore che vendeva suo figlio, se non sei mai stato un cristiano crocifisso, un ebreo gasato, un centroafricano che vive con nulla e che muore a 39 anni, allora non puoi capirli, non puoi comprendere quella violenza, non puoi giustificare la tua violenza con il dolore altrui, puoi solo fingere per confondere il tuo odio, ma il tuo odio ha tutt'altre radici.
La violenza politica ha e può un solo movente, ribellarsi, liberarsi dalla schiavitù, ma la nostra schiavitù non è minimamente paragonabile con quella dell'800 e del 900. Non ci sono catene di ferro, non ci sono armi puntate a dirci dove scavare, non ci sono i rastrellamenti, non qui, ma come ho già detto, le guerre altrui non possono essere le nostre guerre, ma solo le nostre maschere. La nostra violenza sociale qui è l'indifferenza, è l'ignoranza, è l'egoismo. La nostra violenza casalinga è un atto di frustrazione, un atto di vendetta, desiderio di sottomettere. Continuare a confonderle è, come ho detto all'inizio, una questione psicoanalitica. Continuare a confonderle è il metodo per giustificare le proprie violenze casalinghe.


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1 giugno 2007

- Amici -

Ci si accapiglia, ci si insulta, ci si alza e si urla, le ragioni del purista, le ragioni del prammatico, le ragioni dell'oltranzista, le ragioni dell'ideologista, le ragioni dell'offeso, le ragioni del pacato, le ragioni del più furbo, le ragioni del più forte. Intorno ad un'arena non meglio identificata, luci, copioni, pubblico e share. Di contorno, perfette, cadono le elezioni. Cosa Manca? Platinette!
Sembrano le riunioni d'istituto dei licei morsi dalla febbre del partito, tutto lenin e libro rosso, mao e trozchi.Ovviamente solo di farina si parla, ma come se fosse Ragion di Stato. A sedici anni ha un senso, dopo , molto meno. Però, in un mondo di reality, un reality blog ci sta anche bene, ma non basta: è già stato inventato. Allora di più! Un Reality Meta Blog. Allora si! Tanta gente, tutta che ti guarda, che ti osserva, e uno sguardo vale oro, fa girare il contatore, mette un uno in più da sbandierare. Tutto si misura in share, anche chi scrive. Prima nessuno scriveva. Che cazzo, nessuno legge, che scrivo a fare? Poi inventarono i contatori, e allora è tutta un'altra musica. Musica a scatti registrati. 1, 2, 3000, 3001, 45.872, 45.873. Magia. Tutti scrittori. E divulgatori. Ma di cosa? Di ciance, diciamolo pure, di ciance. E ciance a non finire intorno al nuovo Reality. Amici di Kilombo. Peccato che Kilombo non sia un'idea Endemol. Era un format molto più interessante. Era un'idea molto più coinvolgente, ma si sa, il contatore da alla testa, specialmente a chi lo guarda. E dove non potè il contatore, potè la Redazione. Altra parola magica che evoca mostri e chimere. Readazione. Già il nome da alla testa. Se poi ci mettete l'ultima esaltante avventura che eccita l'animo delle migliori menti nostrane la miscela è esplosiva: ELEZIONE! Pensate un po', c'è un contatore, c'è una redazione da scalare, e le libere ed esaltanti elezioni per arrivarci. Tutto perfetto per entrare nel mondo fatato e dorato del Potere. Si deve solo allungare la mano e prendere il possesso, non più della poltrona, ma delle Password, vero Graal dei tempi nostri. E deve proprio essere successo una cosa del genere in Kilombo, lasciato per qualche mese a sfamare la passione di notorietà di alcuni, invece di crescere come idea nuova e coinvolgente. Fatto sta che ora i padri rinnegano i figli, i figli scopano con le madri, le madri restano incinte, ma abbortiscono la colpa, e tutti contro tutti in diretta di blog. Le puntate in onda tutti i giorni a tutte le ore, commentabili, censura permettendo. Bel quadretto. Manca solo..
Poi c'è un delitto. L'utima scena. Le luci si abbassano, si inquadra il superstite, l'orfano, l'abbandonato, si inquadrano gli occhi, l'esperessione afflitta, il dolore che non ha bisogno di nessuna descrizione, vuole solo straziare e ci riesce benissimo. La scena prima del finale, poi da lasciare tutto sospeso a far piangere e rimuginare lo spettatore, si inquadra la vittima e poi la scritta fine.

 







Purtroppo questo non è un film di qualità, ma è la dura Reality. Contagiati dal morbo di Orwell, solo le telecamere accendono gli spiriti, e l'idea, l'unica orfana, l'unica a meritare la scena finale, resta al buio dei titoli di coda.




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31 maggio 2007

- Matrimonio all'Italiana -

Girano voci, e poi parole, e infine e-mail, che tengono a farci sapere che si sta consumando una separazione non consensuale, un divorzio, dove una parte respinge l'altra. La cosa potrebbe suonare banale, ma non lo è, perchè chi si separa non si è mai visto prima. Mi riferisco ad un Blogger, Lucio Iacono, al suo Blog, karlettomarx.blogspot.com, ed a Kilombo.
La mail della redazione ci informa che presto si terrà una votazione per decidere se espellere o meno questo blogger da Kilombo. Anche questa cosa è una novità. Già, perchè Kilombo non è una community, ma un metablog, quindi una vetrina, con regole certo, ma che presuppongono un'elastica convivenza di pensieri e orientamenti, senza stringenti leggi  di censura che prevedano e giustificano alla fine un'esplusione. Voglio aggiungere che in molti altri luoghi la questione non si sarebbe neache sollevata, e il malcapitato di turno sarebbe stato eliminato e basta. In Kilombo si usa un altro metro, un po' altisonante, un po' pagliacciato, ma si chiede partecipazione, ci si chiama collettivo. Tutti gli iscritti devono, se vogliono, dire la loro, poi si decide, anzi, così si decide. La cosa non è male, se alle parole seguono i fatti, e la partecipazioen sarà effettiva. Vedremo. Ma nel frattempo ho visto anche altro. Esplellere qualcuno da una comunità virtuale è la cosa più idiota che abbia mai visto. Siamo così legati alla Forza dell'Ordine che la vogliamo anche dove nessuno può farsi male. Diciamolo, ci piacciono i celerini. E anche i manganelli. Si dovrebbero rimuovere le barriere architettoniche non promuoverle, si devono censurare gli ostacoli non alzare pareti, e l'unico da zittire è quello che non ci fa parlare. Non credete? Credo che siate daccordo, e credo che lo sia anche Lucio Iacono, il karletto marx di cui sopra. E allora passo dal suo blog, per capire, per sentire questa penna che ha da dire tanto da farsi espellere. E come di mio solito lasciare un commento. Lo faccio, e allora vedo:

La moderazione dei commenti è stata attivata. Tutti i commenti devono essere approvati dall'autore del blog.

Questo è ciò che vedo. Una censura. Non puoi lasciare un commento, deve prima approvarlo il proprietario del Blog, ossia Lucio Iacono. E infatti succede. Su tre commenti scritti solo uno compare.
Che pensate di chi censura? Che pensate di chi denuncia la censura e poi usa la censura? Che pensate di chi cancella un account per cancellare dei post. Che pensate di chi cancella i commenti da sotto i propri post?
Sulla censura io ho detto la mia. Ora ditemi la vostra. 


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26 maggio 2007

- Share'S Politic -

Signore e signori, buonasera.

Questa sera per la serie Incazzati dalla Poltrona vi trasmetteremo la 1456º puntata dello sceneggiato "Piove! Governo ladro". Presente Luca Cordero di Montezemolo, Presidente degli industriali che non ha mai avuto un'industria, ma solo una moglie bona (c.f.r. Marco Tronchetti Provera).
La trasmissione è caldamene consigliata ad un pubblico non adulto, in modo che possano fin da piccoli sentire sempre le solite cazzate.
Vi auguriamo una buona visione.


10 gennaio 2007

- Li stanno ammazzando tutti -

Le strategie di uscita sono molte e variegate. Immaginate come un presidente che sia in rotta di collisione con il suo mandato speri e tenti di mettere la firma sulla storia, il suo nome e cognome impresso a fuoco nel marmo. Solo che il fuoco che più gli piace è quello del sangue altrui, e il marmo preferito è quello delle lapidi. Ed è così che il presidente più guerrafondaio della storia americana comincia il suo canto del cigno, facendo della storia l’ampliamento di un cimitero. Lo stesso sceriffo Reagan non avrebbe saputo fare di meglio, e lui aveva il diabolico comunismo da sterminare. L’attuale invece non avendo personificazioni infernali da sconfiggere se n’è fatta una a sua immagine, tanto per essere e perseverare nel mentecatto che è. Terrorismo, Allarmi Mondiale, Bin Laden, Torri Gemelle, Saddam Hussein, e adesso la Somalia. Ha dichiarato che lì ci sono le armi di sterminio, anzi, che Saddam Hussein le ha messe proprio lì prima di schiattare, che stava tanto bene con quella cravatta di canapone, che peccato che non s’è visto. Ma noi lo abbiamo visto, lo abbiamo visto tutti. Abbiamo visto come siamo caduti in basso, noi, quelli nati nel lato giusto del pianeta, quelli che esportano la democrazia delle armi pesanti, e continuiamo a vedere al vertice di questo potere un enorme gigantesco mentecatto, che gira con un cane in braccio e gioca a fare il signore delle guerre, facendo ammazzare migliaia di persone e mettendone in pericolo milioni. E senza risolvere un cazzo! Dico, ma nella più grande democrazia del pianeta nessuno può internare questo grandissimo coglione? Dobbiamo aspettare la botta finale? Dopo il canto del cigno può anche tentare il colpo di coda. 




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3 ottobre 2006

- Li hanno ammazzati tutti -

E non c'è bisogno di dire nulla, basta guardare, guardare e basta, che li hanno ammazzati, ammazzati tutti, fino all'ultimo innocente, fatti a pezzi sotto miliardi di macerie, fatti a pezzi, senza pietà, senza nesuna pietà.
E qualcuno rideva, si fregava le mani, ci guadagnava, guardava, ammazzava e sogghignava, qualcuno che ti fa schifo solo a pensare.
Li hanno ammazzati, tutti, fino all'ultimo, senza nessuna pietà, ed è tutto qua, basta guardare, guardate e basta, è gratis, non si paga nulla, solo qualche pillola per il vomito.




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6 settembre 2006

- Tornato! -



Italian Soviet







e non è uno scherzo



cominciate a tremare





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6 luglio 2006

- Aprite il Fuoco -

"Sparate! Sparate a vista! Sparate! Sparate!!!"

Come uno stato la palestina decide di fare. Come uno stato invaso e violentato, nel silenzio di chi guarda e lascia bruciare, Hamas decide di agire. Come uno stato in stato d'assedio imbraccia le armi e spara, spara a vista, a vista di qualunque divisa, a vista del nemico che avanza su carri e cingolati, con missili e raid, con rastrellamenti e prigionieri politici. Come uno stato la palestina dichiara guerra e si prepara ad insanabili ferite. Non era mai successo, mai, in tanti anni di lotta e intifada non era mai arrivato quest'ordine. Ci si era sempre mossi su un confine sottile ed ipocrita, ma adesso, come uno stato, i ministri si prendono la responsabilità e l'orroe di ordinare la guerra, senza nessuna mezza misura.
Chi l'ha voluta, chi l'ha cercata, chi l'ha sognata, chi l'ha sperata, chi l'ha desiderata e chi l'ha costruita e preparata, adesso la trova.
La Guerra.
Senza spettacoli tecnologici, senza effetti pirotecnici, senza intelligenze missilistiche, senza proclami liberatori la guerra, pura e semplice, più sporca e arrogante che mai, si prende tutto lo spazio che vuole, tutto il sangue, le vite, la rabbia e il dolore che vuole. Chi fin'ora si è masturbato sulle cartine geografiche, spostando e cancellando i confini a piacimento ora ha smesso di farsi le seghe. Ha preso un fucile, e comincia a sparare.




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18 giugno 2006

- Solenne Messa a Tacere -

Il desiderio del silenzio per chi commette un reato è sempre troppo forte. Come il desiderio della menzogna per chi offende cose e persone pur di salvarsi e difendersi la faccia, il culo, l’onore, il privilegio, il potere. E il desiderio di manipolare, cambiare e modificare, mortificare principi scritti e sanciti, legittimi da voleri popolari. Il desiderio di usare la sola faccia per dare forma ad idee senza nessuna sostanza. Il desiderio di essere meschini, viscidi ed opportunisti, di guardare solo al proprio interesse, del singolo, guardare solo al potere ed alla sua perpetua conservazione. Desideri fortissimi, antichi, barbari, e mai estinti. Desideri che prendono allo stomaco e alla fantasia di chi senza nessuna preparazione censura la carta costituzionale. Perchè non sono correzioni, ma semplici censure abbellite da pessime grafie. A cominciare dall'insulsa idea che deve esistere una scuola regionale, che la storia, la geografia, la matematica, la fisica, la chimica sono materie folkloristiche, diverse per terra o religione, per dialetti o accenti. Per poi passare all'altra illuminante divisione, gli ospedali, che come campionati di calcio debbano essere di ogni serie e categoria, di A, di B, di C, D, F, fino alla giusta esclusione di chi non se li può proprio permettere. E come campionati nostrani debbano avere moggi e giraudi paradisiaci per volare fino alla champions dei primari. E ovviamente anche la sicurezza, la polizia, deve essere divisa e invisa per regione, ragione e religione. Tutto a pezzi, tutto sparpagliato, e su tutto regni un sovrano caduto dal cielo, eletto dal popolo sotto assedio feudatario, con contratti da mezzadri e lavoratori a cottimo, un re chiamato Primo, che decida il come, il dove e il quando esercitare il suo volere, come meglio gli possa piacere, e che il potere così acquisito non abbia padri, non abbia figli, nessun controllo e nessun rimedio. Il parlamento smetta di essere se stesso, faccia le leggi, ma solo quelle gradite a chi comanda, ché in ogni momento può scioglierlo, liquefarlo, cancellarlo per editto imperiale. Tanto più che ora le camere si smontano, ne conta e poco solo una, e il senato diventa concorrente e antagonista delle regioni, che certi re non sanno conquistare, e allora sdoppiano schizofrenicamente i luoghi del potere sulle medesime materie. Perchè non basta un governatore, una giunta, le province e i comuni, ora siede il senato federale, che si mette in riga e mette in atto un perfetto conflitto d'interessi e competenze.
Ma su tutto vigili con occhi attenti ma fatti strabici, il Presidente della Repubblica, capo di uno stato fatto a pezzi e in diaspora, vittima di gravi crisi d’identità, diviso tra ricchi e poveri, tra furbi e litigiosi, ma che per legge scritta da stupidi incapaci sarà garante dell’ultimo insulto, Custode dell'Unità Federale.




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11 giugno 2006

- Civiltà -

Estrarre un corpo morto e festeggiare. Ammazzare tutto quello che c’è intorno e gridare alla vittoria. Fare sangue e macerie, morti e bambini, donne e innocenti, mettere tutto sotto metri di macerie e esser felici e soddisfatti del lavoro fatto, sparare a cazzo e a caso e dire Giustizia. Così è questo pianeta, drogato marcio dalle televendite che tutto quello che ci dicono per televisione è buono, è vero, è giusto e sacrosanto. E mi ricordo del trionfalismo di quando ammazzarono i figli di Saddam, i diavoli incarnati, l’inferno in terra, gli assi di picche e fiori. Penosi. Ed è tutto uguale, non cambia un cazzo, ammazzano uno, e sono così soddisfatti di loro stessi che non bastano le conferenze stampa e i briefing, no, vorrebbero un Grammy, un Oscar, una statua in piazza, una Lapide a San Pietro, un Albero nel giardino dei Giusti. Penosi. E sono così penosi che per ammazzare uno ne fanno fuori tredicimila. Per ammazzare uno si deve muovere un cazzo di esercito intero, per ammazzare un solo figlio di puttana bombardano intere nazioni. E tutto è terrorismo, e tutto è brutto sporco e cattivo, tutto va sparato, a vista, alla testa, a morte, tutto è a morte, tutto è sotto la coltre del marcio e del perverso, che a noi poveri mentecatti collegati alla flebo catodica non resta che applaudire all’ennesimo show in real tv, all’ennesimo grande fratello armato fino ai denti e vestito di chiffon con l’aura di santo, di cristo, di dio. Mi viene proprio da chiedere ma dove cazzo sta dio per permettere tutto ciò. E non tanto i morti ammazzati, e non tanto le stragi di innocenti, le guerre inutili, i bombardamenti sanguinosi, le fosse a tappeto, no, quella è ordinaria amministrazione d’apocalissi, tanto ci siamo abituati, ma come cazzo fa dio a sopportare tanti imbecilli morti coatti davanti ad un video a bersi e mangiarsi ogni cazzata che un comando maggiore in livrea gli propina. Come cazzo sopporta degli esseri così insulsi da credersi che i ciucci volano, e che se sono musulmani sparano anche. Dio, dimmelo, come cazzo fai a sopportare tanta bestialità in questa sottospecie di animali rincoglioniti dalle onde catodiche? Ma le scimmie sono davvero più stupide? Sicuro? Cazzo, si battono ancora con i pugni sui petti. Sicuro che siamo noi gli evoluti? No, dimmi che c’è un antidoto, dimmi che è una fiction, una candid, e che io sono lo stronzo di turno che si crede che le bombe hanno un elettroencefalogramma. Cazzo, dimmi che è un incubo, dimmi che è un delirio, che sono in coma, sono strafatto e che mi ha preso male, che sono morto, che non si può vivere una vita intera facendo finta di partecipare solo perché te la vedi scorrere davanti agli occhi. Dimmi che c’è qualcuno che non ci crede a tutta questa fottutissima storia. Dimmi che se si ammazza qualcuno non è mai per giustizia, ma che è sempre e ancora un sfottuta sconfitta.




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5 giugno 2006

- Uno Due Tre Piccoli Indiani -



Ma proprio ora che ci stavamo abituandando,



ce ne dobbiamo andare



..




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31 maggio 2006

- Quote Cosa? -



"Le quote rosa sono inutili."

"Sarebbe più utile cominciare a selezionare dal basso le donne migliori e più capaci."
 
"Io sono un piccolo ma eloquente esempio vivente di questo mio ragionamento."


Mara Carfagna,
l'Onorevole Mara Carfagna,
neodeputata di Forza Italia, sputa in faccia così tutta la sua bravura e tutta la sua competenza, dando soddisfazione e ragione a chi l'ha portata così in alto da avere vertigini parlamentari.

Mara Carfagna, l'esempio vivente della meritocrazia da Terzo Millenio, che sa perfettamente come le donne si Devono Guadagnare il potere. Lei stessa è un esempio vivente.
Mara Carfagna, la velina media, la valletta della porta accanto, con un curriculum da far impallidire ogni secchione nei paraggi, ogni parruccone con le mani pensili, ogni bigodina che fa vergognare la Categoria (c.f.r. S. Berlusconi).

Mara Carfagna, sputa la sentenza, ma lo fa con estremo charme, con una aggiustatina ai capelli e l'cchio fisso in camera, e che brava, dice tutto d'un fiato cosa Veramente Ci Vuole Per Sfondare Nella Politica:

Un bel culo e un faccino sempre sorridente, e vedrai, ti si apriranno tutte le porte.

Eh già, cara Mara, ti si apriranno tutte le porte con il faccino e le natiche da visita, non ne ho nessun dubbio, e se ne apriranno ancora di più se contemporaneamente tu smetti di parlare.




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26 maggio 2006

- 1984 -

Concitazioni post e pre elettorali. La spartizione biblica dell'Italia continua. Ma non ci si accaparra solo la terra e il potere, no, si punta in alto, si mira alla testa, si spara in fronte, e si vuole il pensiero!
Si prende tutto e si fa a pezzi, "Meriti di avere in dono il Nuovo che avanza", "La strada maestra della vera Politica", "Il meglio del meglio del nostro meglio!" Sanno sicuro e per certo quello che vuoi veramente, non te lo puoi più nascondere, già lo sanno, forse solo tu non sai ancora quello che desideri Veramente!
Santi imbottiti di salmi e pronti a fare dottrine e discepoli. Napoli, Roma, Milano, Torino, la Sicilia tutta! la torta si ingrassa e si spartisce: questo a me, quello a te, e quell’altro fino all'ultimo sangue. Nessuna pietà, nessuna esclusione di colpi, ci si vomita tutto addosso, spazzatura e merda, minacce e sorrisi, anatemi e destini apocalittici, ceroni e scheletri in appendiabito, gli insulti sono solo l'insalata, il piatto leggero.
Quello forte è un altro.
In marketing, in Strategia di Vendita, la chiamano Tecnica D'Assalto, e i bene indottrinati giurano che è quella che paga di più. Alzare il tiro fino al limite, per poi superarlo, tanto il limite non esiste, e senza problemi, senza riguardi, senza starci tanto a pensare se quello che dici è vero o falso, tanto la storia la scrivono i vincitori. La storia e la realtà. E anche il pensiero. 
Fare piazza pulita, rimettendo le cose al proprio posto, nell’ordine e nel comando di chi sa meglio manipolare il vero. Sembra un film in psicodramma, un thriller datato post bellico e psicotico, eppure va in onda ogni giorno di campagna elettorale, vinta o persa che sia, che forse questo non ha importanza, forse i numeri non contato,

2 + 2 = 5


e quello che conta veramente e dire sempre e comunque che i Vincitori sono Loro, e voi lo sapete, voi lo avete sempre saputo. E’ tempo di accettarlo, inchinatevi al Grande Fratello, lui vi ama, vi ha sempre amato, e voi, si proprio voi, voi lo amate, con tutto il vpstrp cuore, che tanto non vi batte più.




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19 maggio 2006

- Articolo 11 -

Non ci sono eroi. Chi indossa una divisa armato fino ai denti non ha nulla a che fare con gli eroi. Anzi, nella fattispecie si caga sotto dalla paura. Poco cervello e poche palle per andare in giro disarmato, allora eroi, si, ma di quelli finti, che abbondano a dismisura sia tra quelli che ingrossano le file degli esaltati in berretto verde, che tra quelli che ingrassano nei migliori tessuti tagliati sartoriali. Politici..
Non prendiamoci per il culo, magari se ad un esaltato non gli davano la divisa quello se ne andava in qualche bel gruppetto neorasato a sfasciare tombe o a pestare pelle daltonica. Ma dargli un arma e i diritti per usarla, dargli una fede militare e sporchi motivi in cui credere, dargli carta bianca e immunità parlamentare, dargli un passaporto non convenzionale di essere un bastardo esaltato e con la legge che lo copre anche di onori e gloria, no, non lo accetto.
Non lo sopporto,
Io lo Ripudio.




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5 maggio 2006

- Morti -

Ancora resti, di chi cade, senza rialzarsi. Resti, di vita, di occhi, di mani, di braccia, resti, che restano solo i ricordi, resti, che restano solo le lacrime, resti, resti di persone, che tornano  a brandelli, in una bandiera, avvolti in una bara, il saluto militare, la processione dei governi, il dolore sconcertato, lo sdegno, la fermezza, gli abiti blu, le scorte, la massima attenzione, la commozione, la serietà, le dichiarazioni, le foto sui giornali, le strette di mano, perfino i baci, gli abbracci, sinceri, compiti, studiati. Tutto pur di onorare davanti a tutti i resti di persone che prima erano vive, vive ed ignorate, sconosciute, ignote, trascurate, vive e mai famose, vive sottovoce, ma vive, con l'angoscia e la paura nelle lettere, non negli articoli, nelle lettere di chi li amava e li aspettava, vivi, ancora vivi.
E sono tornati, congedati e massacrati, resti, solo resti, con tutti gli onori e la gloria, ma a pezzi, legati assieme per non sgretolarsi. Pezzi di figli e padri di famiglia, pianti in pubblico per la gioia di tutti da chi non sapeva neanche che esistessero. E non gliene frega un cazzo a quella gente di quei soldati. Perchè? Perchè altrimenti non li avrebbero mai a farsi fare a pezzi! Ed ora li riportano indietro, con le lacrime gia pronte negli occhi, li riportano alle famiglie, con le frasi gia scritte di partecipazione, col vestito nero a lutto, ancora caldo, con i fiori ancora in tasca, ancora freschi, gia, perchè non hanno fatto in tempo ad appassire, non hanno fatto in tempo a farselo lavare quel vestito che è servito di nuovo. Stesse facce, stesse parole, stessa voce e commozione. Stessa puzza di chi si mette in ghingheri per piangersi il morto. Il morto altrui. Ma nessuno dei presenti si sente in colpa? Nessuno dei presenti vorrebbe stare al posto di quei pezzi?




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4 maggio 2006

- Tocca a noi! -

Il colle più alto, il Presidente, quello vero, duraturo, 7 anni, della Repubblica. La Prima carica dello Stato. Si. Quella. Deve essere un Comunista. Si, un cazzo di Comunista. Un Ex del PCI. Perchè dopo che ci mangiavamo bambine e bambini senza manco togliergli le scarpe, dopo che li bollivamo per far crescere più forti e sani gli alberi dove impiccare preti e re, dopo che abbiamo ammazzato tanta di quella gente da far scoppiare a piangere Hitler e che tutta sul foglietto di Berlusconi non ci stava, dopo che i morti comunisti erano un enorme quadrato Rosso, e quelli dei nazisti un minuscolo quadratino Verde sempre sul medesimo foglietto, e cazzo, dico Verde, dopo che se arrivavamo noi al governo sarebbe resuscitato Stalin, la peste, la fame, la miseria, dopo che le elezioni sono state dei brogli bolscevichi, dopo che dovevano venire quelli dell'ONU a vedere che facevamo tutto per benino come bravi scolaretti, dopo che nessuno di loro dice che abbiamo vinto, dopo che comunque si devono fare i controlli, dopo che se noi abbiamo tutto allora non ci tocca più nulla, specialmente qualcosa che conta, dopo che per il bene del paese serve fare ora e subito e senza discutere la grande coalizione, dopo che ci hanno intimato qualunque cosa, dopo Andreotti, dico, cazzo, dopo Andreotti, cosa cazzo mi venite a spiegare che non ci può andare un cazzo di ex del PCI su quel cazzo di colle più alto a fare un cazzo di nulla? Ma siete idioti o semplicemente malati di mente? Vi devo ricoverare tutti? Ma quando Berlusconi fa i capricci voi per caso vi chiedete "dove abbiamo sbagliato"? Se è così ditemelo, io ci perdo le speranze.. siete irrecuperabili.. Ce ne hanno dette di ogni tipo e di ogni sorta, e voi magari state lì a pensare che forse forse non hanno tutti i torti.. Ma vi siete bevuti quel poco di cervello che vi vantate di avere? Io voglio un cazzo di Comunista su quel cazzo di Colle, così finalmente Vi accorgerete anche Voi, e specialmente Voi che qui, in questo Cazzo di Paese, i Cazzo di Comunisti NON ESISTONO! Non ci sono, non ci sono mai stati, se l'inventa uno stronzo coi tacchi ad ogni cazzo di elezione. E quelli che più gli credono siete proprio VOI IDIOTI CHE LI VOTATE QUEI CAZZO DI COMUNISTI! Berlusconi vi ha fatto il lavaggio del cervello! Ma è ora di metterlo al sole ad asciugare! I COMUNISTI QUI NON CI SONO! NON ESISTONO! E' un'altra invenzione che voi vi bevete come oro colato. SVEGLIATEVI! D'Alema va benissimo per quella cazzo di poltrona, anzi, è fin troppo simpatico. E per cortesia, vedete di difenderle le Vostre idee, specialmente quando è ora di metterle in pratica. E non fatevi tremare le ginocchia ogni qual volta è ora di governare.




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